Progetto 13 Case per il Giubileo della speranza n. 8, Repubblica Centrafricana
A Boganangone, un villaggio della Repubblica Centrafricana, la speranza sta lentamente trasformando le vite delle persone grazie a un ambizioso progetto lanciato dai Missionari Vincenziani (Pères Lazaristes). Venti delle famiglie più vulnerabili, che vivevano in capanne di paglia fatiscenti, hanno ora case solide e durature — un passo concreto verso la dignità e la stabilità.
Un villaggio immerso nella povertà
La maggior parte degli abitanti di Boganangone vive in condizioni di estrema povertà, senza accesso all’elettricità o all’acqua corrente. Le famiglie devono percorrere lunghe distanze per procurarsi l’acqua e raramente dispongono di qualsiasi forma di illuminazione.
La loro vita quotidiana si svolge in abitazioni prive di fondamenta, finestre o porte. Il progetto mira a sostituire questi rifugi di fortuna con case semi-permanenti, costruite con fondamenta in pietra e cemento, tetti in lamiera e pareti intonacate.
Una povertà dalle radici profonde
Le cause di questa miseria sono molteplici e complesse: mancanza di istruzione, cattiva governance, alto tasso di natalità, poligamia, limitate opportunità economiche e una dipendenza dall’economia di sussistenza. Le famiglie sono spesso allargate: nonni, figli e nipoti convivono sotto lo stesso tetto.
Le venti famiglie coinvolte rappresentano circa 150 persone. Ognuna possiede un piccolo appezzamento di terreno su cui verrà costruita la casa e parteciperà attivamente ai lavori, fornendo materiali da costruzione, come pietre e cemento.
Un progetto per la trasformazione della comunità
Questa iniziativa non riguarda solo la costruzione di muri, ma la costruzione di un futuro.
I beneficiari riceveranno formazione su salute, igiene, preparazione del cibo ed educazione dei bambini. L’obiettivo è generare un cambiamento duraturo, spezzando il ciclo della povertà intergenerazionale.
La comunità lazzarista locale di Boganangone, in collaborazione con il Progetto “13 Case” per il Giubileo, guida questo progetto. Le nuove case saranno un modello di sviluppo per tutto il villaggio e simbolo di un nuovo capitolo: quello dell’indipendenza e dell’empowerment.
Parole di Padre Henry, coordinatore del progetto “13 Case”
Che cosa vi ha motivato ad avviare questo progetto abitativo a Boganangone?
«Ciò che ci ha motivati, prima di tutto, è l’amore per i poveri. La privazione che vediamo qui ci ha profondamente toccati; l’abbiamo sofferta anche noi. Basta guardare la povertà schiacciante che grava su Boganangone. Ci siamo detti: possiamo fare qualcosa.
Fortunatamente, la porta era già aperta grazie alla Campagna “13 Case”. Così, quando sono arrivato qui nel 2023, ho messo tutte le mie energie per rendere questo progetto una realtà.
Il villaggio di Boganangone conta 3.000 abitanti, e tutti e 3.000 vivono nella povertà. Queste 20 case sono solo un punto di partenza, un faro per il resto della popolazione.»
Perché questo progetto è particolarmente importante per il villaggio?
«È un’iniziativa che funge da modello, una luce. Queste 20 case spiccano come le più belle del villaggio. Prima, i beneficiari vivevano in capanne di paglia. Ora hanno case con tetti in lamiera, abitazioni dignitose che “attirano e ispirano”.
Prima dell’inizio dei lavori, molti avevano paura di costruire case con tetti in lamiera, temendo che le streghe li avrebbero uccisi. Ma dopo aver visto queste case completate, hanno capito che era possibile e normale — e hanno persino contribuito localmente portando pietre, sabbia e ghiaia.
Per questo vediamo questo progetto come fonte di ispirazione e luce.»
Quali testimonianze vi hanno toccato di più?
«La testimonianza più grande viene dal gruppo dei beneficiari stessi. All’inizio pensavano che il progetto fosse impossibile. Ora vedono che è reale. Prima credevano fosse una bugia, ma ora ringraziano Dio; sono motivati a fare di più, a restare sereni e a guardare al futuro con speranza.
Un’altra testimonianza è venuta dalle autorità del villaggio. Mi hanno rivolto parole di ringraziamento, così come ai Padri Lazzaristi e alla Campagna 13 Case. Il sindaco ha espresso un sincero messaggio di gratitudine, e anche il sottoprefetto ha ringraziato per questo progetto.
È un progetto che porta grande speranza, ampiamente accettato e apprezzato da tutti i gruppi sociali. Ora i nostri beneficiari vivono in case sicure e dignitose; questo migliorerà la loro salute e li aiuterà a costruire un futuro migliore.»
Quali sono state le sfide più grandi?
«Sì, abbiamo dovuto affrontare molte difficoltà finanziarie. Ringraziamo la Campagna “13 Case” per il suo sostegno, così come i nostri collaboratori, benefattori e beneficiari.»
Qual è la vostra visione per il futuro del progetto?
«La nostra visione è continuare a seguire e sostenere queste famiglie, non solo con le abitazioni, ma anche aiutandole nella cura medica e nel benessere. Vogliamo che queste case siano davvero utili sotto ogni aspetto.
Per il futuro, speriamo di poter costruire per tutti, o almeno per i più bisognosi del villaggio. Negli anni a venire, se si presenterà un’altra opportunità per aiutare i più poveri, saremo sempre pronti a coglierla.
Sia lodato il Signore, sia proclamata ovunque la spiritualità dei nostri padri, e che il nostro fondatore, San Vincenzo de Paoli, operi per il bene di tutti, specialmente dei più poveri e dei più emarginati.»
Un futuro più stabile
Grazie a questo progetto, 150 persone potranno ritrovare una casa sicura e un senso di stabilità. Motivate da una rinnovata speranza, le famiglie partecipano ora alle attività agricole collettive e alla vita parrocchiale. I bambini beneficiano di un’istruzione di qualità grazie alla scuola cattolica del villaggio.
Poco a poco, Boganangone sta diventando un simbolo di speranza, solidarietà e trasformazione concreta. Queste venti case, più che un semplice progetto edilizio, rappresentano un vero trampolino verso un futuro migliore per l’intera comunità.